how much does premarin cream cost Appello di militanti federalisti europei a Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico

Viagra beställning http://thegobblersknob.com/?savikshyster=opciones-financieras-introduccion&842=ac opciones financieras introduccion “Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori
nei quali noi abbiamo creduto… Abbiano coscienza dei loro doveri
verso se stessi, verso la famiglia…, verso il paese,
si chiami Italia o si chiami Europa”

indicadores de comercio informal

köp Viagra cialis 

http://www.divestit.com.au/?parasyk=forex-trading-hours-weekend&792=bf forex trading hours weekend ez trader autopzioni binarie Giorgio Ambrosoli alla moglie Annalori

kostenloses demokonto binäre optionen Caro Segretario,

investimenti redditizi Come militanti del Movimento federalista europeo, fondato da Altiero Spinelli, e politicamente vicini al Partito democratico, guardiamo con preoccupazione all’incertezza sempre più evidente, denunciata ormai anche dalla stampa, riguardante l’identità culturale e il radicamento storico di un partito che intende perpetuare e rilanciare i valori del patto costituzionale con cui è nata la nostra Repubblica, raccogliendo attorno a questo obiettivo il maggior numero possibile di elettori. Il Pd non sembra infatti riflettere adeguatamente – anche se recenti iniziative appaiono come primi segnali di ripresa – né sul progetto che esso intende proporre per affermare la propria leadership, né sull’eredità politico-culturale di cui dovrebbero essere portatrici le sue componenti.

eclipse trader Come è noto, il Pd è nato nell’ottobre 2007 quale entità nuova, e dunque mirante a introdurre un fattore di trasformazione nel quadro politico nazionale, in parte in risposta all’affermarsi della cosiddetta seconda Repubblica e in parte per completare il processo di adeguamento al venir meno delle contrapposizioni della guerra fredda, a seguito del tracollo del comunismo. Leggi il seguito »

any option trading d1809eu1Esisteva una rubrica di «Cuore», il settimanale satirico in gran voga negli anni Novanta, animato da Michele Serra, Andrea Aloi e altri, che si intitolava Ecchissenefrega. Era un’invocazione ma anche un richiamo a dare il giusto peso alle cose. Vi si poteva leggere: «Francesco Alberoni: “Mia moglie ha scritto un libro bellissimo”»(ecchissenefrega), oppure «l’arcivescovo di Milano confessa alla stampa di non poter sopportare  il velluto rosa» (ecchissenefrega), oppure qualche altra amenità. Il titolo Ecchissenefrega enfatizzava l’effetto comico delle dichiarazioni che lo seguivano.
Oggi l’invocazione si attaglia benissimo ai titoli dei giornali che ci accompagnano nella nuova epica che coinvolge il capo. «Avvenire»: “Vogliamo un leader più sobrio”: ecchissenefrega; «la Repubblica»: “Berlusconi: tutte calunnie della sinistra e non è vero che frequento minorenni”: ecchissenefrega, «Corriere della Sera»: «Le foto di “papi” e il tormentone web Chi: scatti autentici, pronti a mostrarli»: ecchissenefrega.
Di fronte alla nuova questione che sconvolge l’Italia e la tormenta nel profondo, ognuno ha il diritto di dire di avere altri problemi, altre questioni che lo sconvolgono e lo tormentano.
Non saranno certo le fregole di un settantenne in andropausa ossessiva per le sue prestazioni a far dimenticare a tutti noi i problemi legati alla crisi economica che non è «dietro le spalle», come dice il governo, ma è ben presente con una prospettiva di una disoccupazione nel 2010 superiore al 9,9%.
Non saranno le evoluzioni di una coppia di ricchi in crisi a far dimenticare le urgenze di un terremoto ancora da superare, di un sistema scolastico e universitario depauperato, di una classe politica tremendamente inadeguata.
E non sarà l’arma di distrazione di massa di un bel divorzio a distogliere l’attenzione dalle prossime elezioni europee e amministrative, con i problemi connessi.
E poi, diciamocelo: ma qual è la notizia? Qual è lo stupore? Non lo sapevamo che Berlusconi coltiva il suo ego come un prezioso bonsai di cinquanta chili? Perché oggi fa notizia l’ennesimo calembour di chi si crede padrone non solo della roba, ma anche della coscienza collettiva?
Dare tutto questo peso alle vicende di Silvio e Veronica (o meglio, scusate, del presidente del Consiglio e della signora Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario, sposata Berlusconi) non depone a favore della serietà del sistema informativo di un Paese ormai ubriacato e stupefatto dalle banalità.
Ci risveglieremo presto, temo. E sarà troppo tardi.