Il drizzone

säkert köp av Tadalafil Il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Silvio Berlusconi, ha dichiarato che dopo le europee, quando il Pdl avrà provato al sua forza elettorale, esso sarà la prima forza politica del Partito popolare europeo e allora sarà in grado di «dare un drizzone a quest’Europa». Non abbiamo idea di quale sia la natura del drizzone che il cavaliere pregiudicato voglia dare all’Europa, ma siamo certi che: 1) non sarà nulla di riconducibile al sogno europeo di De Gasperi o di Spinelli; 2) gli altri europei non permetteranno certo a un avventuriero di devastare la casa comune europea esportando il proprio modello di politica parolaia e spettacolare, fanfarona e sessista; 3) mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo catturato.

migliori strategie di opzioni binarie Eppure la minaccia è chiara, e tocca tutti noi. Pensiamoci…

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L’ultima settimana

Viagra 200 mg nätet L’ultima settimana di campagna elettorale. La prima campagna elettorale, la più bella. Come il primo bacio o come il primo amore. Sono stati giorni belli di incontri mai frenetici, sempre proficui. Ho conosciuto tante persone curiose e simpatiche e ho avuto modo ovunque di raccontare «my way» l’Europa che penso e che sogno.
Un’Europa grande e forte, in grado di avere sul piano internazionale lo stesso peso politico che ha come prima potenza economica mondiale; un’Europa che sia vicina ai cittadini perché finalmente i cittadini saranno in grado di percepire quanto l’Europa fa per loro, ormai da molti decenni, in misura crescente. Ma anche un’Europa che incide sempre di più ogni anno che passa, sui territori e sugli assetti produttivi tramite i fondi strutturali e di coesione; un’Europa che ha svolto una funzione vitale di «grande regolatrice» nel passato e che nel futuro sarà sempre di più un punto di riferimento per la definizione e la difesa di diritti civili vecchi e nuovi.
Io credo fermamente in un’Europa plurale, grande, integrata, unione di minoranze (nessuna nazionalità o Stato nazionale può dirsi maggioranza in essa) e modello di convivenza. E sono orgoglioso di essere europeo di nazionalità italiana, cittadino della più grande rivoluzione civile che la storia dell’uomo abbia mai visto.
Abbiamo ancora una settimana per raggiungere un’obiettivo importante: le idee federaliste che rientrano nel Parlamento europeo, la sovranazionalità che metterà alla prova l’Europa degli egoismi nazionali e delle esclusioni, delle paure e delle isterie xenofobe. Ce la faremo, e ce la farò. Con voi.

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Seconda puntata

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26

La forza della Federazione contro il lato oscuro

Conferenza a Bergamo di Piero Graglia, 22 maggio 2009

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mag

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Tre minuti solo tre…

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Un po’ di programma…

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21

Università italiana/università europea

Dall’ottobre 2008 l’università è scossa dal tentativo congiunto Tremonti7Gelmini, di sottrarre risorse all’università pubblica per favorirne il processo di privatizzazione. In cinque anni si prevedono tagli per 1.440 milioni di euro, mettendo gli atenei nella condizione di dover chiudere i propri bilanci in rosso con pesanti disavanzi. In questa situazione, docenti e ricercatori delle università italiane si sono mobilitati, insieme al personale amministrativo e agli studenti. Come ricercatori della Statale di Milano abbiamo elaborato il documento scaricabile al link che segue.

Vi consiglio di leggerlo e commentarlo, così da non dover dire, domani, che nessuno ha fatto nulla per salvare non un sistema – che è poco difendibile – bensì il principio che l’alta formazione deve essere finanziata e controllata dal pubblico con criteri di merito ed efficienza, non lasciata in balìa delle speculazioni e degli interessi di pochi operatori privati.

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mag

20

La corda si spezza

Adesso si levano alti gli strilli di quelli che dicono che ci sono dei violenti che hanno interesse a fare casino; adesso si trovano a decine, pronti ad assicurare che qualcuno – gli studenti, ovviamente – hanno esagerato. Pochi invece sprecano qualche parola sul comportamento della polizia, che se pure ha esagerato deve comunque essere sempre capita.
La notizia degli scontri al cosiddetto G8 dell’Università non aiuta però a focalizzare il problema vero, reale dell’università italiana: un sistema al collasso. Ma non a causa della sua natura di sistema al servizio della classe borghese per la formazione di un esercito di disoccupati, come concepisce, in maniera marxisticamente rozza e ingenua, il ribellismo inconcludente che cerca lo scontro con la polizia, bensì perché si tratta di un sistema ancora governato con le norme dei primi anni del XX secolo. Leggi il seguito »

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mag

18

Ancora alcune domande e risposte

Ho ricvevuto da Enrico Castruccio delle domande sui mortivi e sul mio ‘programma’ di candidato europarlamentare. Qui pubblico tutto lo scambio, cdomande e risposte.

1) Perché è importante votare alle Europee?

L’Europa è la dimensione politica e sociale che sempre più deve coinvolgere e interessare i cittadini italiani e degli altri Paesi europei. Attualmente dal 70% all’80% delle decisioni prese dai parlamenti nazionali sono provenienti dal Parlamento europeo, sotto forma di direttive e regolamenti che vengono accolti nell’ordinamento italiano. La legislazione europea è superiore a quella nazionale in molti settori cruciali (commercio, economia, tutela dei diritti in campo lavorativo, concorrenza, tutela dei consumatori) e il Parlamento europeo è pienamente coinvolto in questo processo. Logico quindi che partecipare alla scelta dei rappresentanti europei sia un momento essenziale nella vita democratica anche dell’Italia. È quindi anche scandaloso il silenzio colpevole che media e partiti di governo mantengono circa le problematiche europee: il silenzio sull’Europa è la forma contemporanea del qualunquismo fascistoide. Leggi il seguito »

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